Prevenzione e fattori
di rischio
La prevenzione e la diagnosi precoce sono l’arma più efficace contro il melanoma cutaneo e i tumori della pelle.
La prevenzione primaria tende a ridurre l’incidenza del tumore tenendo presente e rimuovendo quelli che sono i fattori di rischio ambientali e legati allo stile di vita.
Ecco alcune regole da seguire per impedire o ridurre il rischio di insorgenza della malattia:
– Non esporsi al sole nelle ore centrali del giorno senza proteggersi con cappelli, indumenti, occhiali da sole e filtri solari
– Evitare le scottature in particolare in giovane età
– Educazione ad una corretta esposizione solare per tutti i bambini e gli adolescenti
– Appropriato e corretto utilizzo di validi filtri solari
– Evitare prodotti per accelerare l’abbronzatura
– Evitare l’esposizione a lettini e lampade ′abbronzanti′

La diagnosi precoce mira all′identificazione tempestiva di lesioni sospette o neoplastiche ed aumenta notevolmente le probabilità di guarigione dai tumori maligni della pelle.
Tutti gli individui adulti e bambini, anche con l’aiuto e l’osservazione attenta di un familiare, devono controllarsi periodicamente (ogni 2-3 mesi) tutta la superficie corporea e rivolgersi a un dermatologo quando un neo cambia di colore, forma o dimensione, o allorquando si accorgono di una nuova lesione cutanea.
Inoltre, le persone con uno o più fattori di rischio dovrebbero effettuare un controllo dermatologico periodico e programmato.
I FATTORI DI RISCHIO
Pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi, rossi o castano chiari, efelidi
Presenza di numerosi nei
Storia familiare e personale di melanoma
Predisposizione genetica
Fattori di immunosoppressione
Esposizione solare eccessiva, prolungata e incontrollata per motivi ricreativi, sportivi e di piacere
Esposizione solare cronica per motivi lavorativi (muratori, contadini, bagnini, pescatori, ecc.)
Ustioni solari nell’infanzia e adolescenza
Protezione insufficiente e inefficace delle creme solari
Esposizione a raggi UV artificiali: ′lampade, docce e lettini ′abbronzanti′
Il metodo ABCDE
L’autoesame della cute, eseguito dal paziente stesso o anche con l’aiuto di un familiare, può favorire l’individuazione di lesioni sospette. Vanno controllate attentamente tutte le aree del corpo comprese le pieghe interdigitali di mani e piedi ed il cuoio capelluto.
Il metodo ABCDE permette di riconoscere facilmente alcune caratteristiche morfologiche del neo che possano far nascere il sospetto che si tratti di un melanoma. Ogni lettera corrisponde ad un aspetto del nevo a cui fare attenzione:
Asimmetria della lesione, Bordi irregolari e frastagliati, Colore disomogeneo, Dimensioni superiori ai 6 mm, Evoluzione cromatica e morfologica progressiva.
La prima cosa da fare se si individua una lesione sospetta, è quella di segnalarla subito al proprio dermatologo.

La visita dal dermatologo
Nella maggior parte dei casi, il paziente con più nei o con una neoformazione potenzialmente sospetta richiede il controllo dal dermatologo. Allo stesso modo, una lesione o un neo atipico potrebbero essere identificati nel corso di una visita fatta per altri motivi.
L’esame clinico della cute da parte del dermatologo riveste un ruolo centrale ed è sempre integrato dall’esame dermoscopico.
L’esame dermatoscopico è una metodica diagnostica non invasiva che tramite uno strumento ottico, il dermatoscopio, permette di ingrandire la lesione in modo da evidenziare aspetti morfologici che all’occhio esperto consentono di effettuare una diagnosi più sicura.
Tuttavia bisogna ricordare che la diagnosi certa può basarsi solo su un riscontro istologico. Pertanto è sempre consigliabile fare asportare i nevi che il dermatologo considera dubbi e farli analizzare.

